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Antonino Russo-Giusti (Catania, 1876 - Belpasso, 1957), uno dei maggiori commediografi dialettali siciliani, originario di Belpasso (paese del padre), dopo il matrimonio con Rosina Di Mauro, si trasferisce a Catania dove collabora con Giovanni Grasso e Angelo Musco. Imparentato per parte materna con Nino Giusti e Guglielmo Ferro, valenti attori della filodrammatica del “Circolo Artistico” (in seguito “Brigata d’Arte”), Russo- Giusti viene nominato direttore del ripristinato Teatro Coppola, insieme al drammaturgo Giuseppe Macrì.

Importante è per lui l’incontro con Tommaso Marcellini, attore formatosi nella scuola di Nino  Martoglio, che mette in scena le sue prime commedie, ma il grande successo arriva con Angelo Musco, che nel 1930 inscena Raggi X, quindi L’eredità dello zio canonico e L’art. 1083, dai quali vengono successivamente tratti dei film. Alla fine del secondo conflitto mondiale, distrutto il teatro Coppola, Russo-Giusti si stabilisce a Belpasso dove dirige un gruppo di appassionati attori di teatro, battezzati con il nome di “Brigata d’Arte Nino Martoglio”, tutt’oggi in attività.

Ispirato indubbiamente dalle opere di Nino Martoglio e Pirandello (della quale esamina le metodologie), Russo-Giusti non considera mai il dialetto una lingua subalterna, contrassegnandolo anzi sempre come un carattere di indipendenza della fantasia, un mezzo espressivo naturale, considerato fonte di cultura e tradizione.

Russo-Giusti, appartenente al filone del cosiddetto “Naturalismo Comico”,trae ispirazione dalla vita quotidiana dei ceti popolari, dei suoi aspetti più grotteschi e paradossali, guardando il mondo e l’umanità.

 

Antonino Russo-Giusti (Catania, 1876 - Belpasso, 1957), one of the greatest Sicilian dialect playwrights,came from Belpasso (the village of his father). After his marriage to Rosina Di Mauro, he moved to Catania, where he collaborated with Giovanni Grasso and Angelo Musco. Related on his mother's side to Nino Giusti and Guglielmo Ferro, good actors in the dramatic society of the “Artistic Club” (subsequently “Art Brigade”), Russo-Giusti became the manager of the revived Teatro Coppola, together with the playwright Giuseppe Macrì . Important for him was the meeting with Tommaso Marcellini, an actor that trained in the school of Nino Martoglio, who staged his first comedies, but true success came with Angelo Musco, who in 1930 staged “X rays”, and then “The inheritance of the canon uncle” and “Art. 1083”, from which subsequently films were made. At the end of World War Two, the Teatro Coppola having been destroyed, Russo-Giusti settled at Belpasso, where he directed a group of impassioned theatre actors, dubbed the “Nino Martoglio Art Brigade”, still active today. Undoubtedly inspired by the works of Nino Martoglio and Pirandello (whose methods he examined), Russo-Giusti never considered dialect a subordinate language, but rather always saw it as a character of independence of the imagination, a natural expressive means, a source of culture and tradition. Russo-Giusti, belonging to the genre of so-called “Comic Naturalism”, took inspiration from the daily life of the lower classes in its most grotesque and paradoxical aspects, looking at the world and humanity.