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La festa di Santa Lucia e i Carri allegorici

 

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Santa Lucia è la patrona di Belpasso, e viene festeggiata solennemente ogni anno, il 13 dicembre, con varie celebrazioni religiose e manifestazioni cittadine che insieme costituiscono la più ricca e caratteristica tradizione di fede e di religiosità di Belpasso, sicuramente la più sentita dalla popolazione.









 

I Momenti della festa

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Dal 30 novembre fino al 12 di dicembre si svolge la "tredicina". Tredici giorni infatti, nei quali alle 5 di ogni mattina, viene celebrata la Messa e ci si prepara anche attraverso percorsi di meditazione e riflessione cristiana. E' da tempi immemorabili che si svolge "la tredicina", accompagnata dal suono costante del campanone, che un tempo serviva da richiamo per gli abitanti di Belpasso e delle campagne vicine. L'orario nel quale essa si svolge, apparentemente incomprensibile per i tempi moderni, trova significato nei tempi antichi: fu stabilito infatti per consentire agli innumerevoli agricoltori di potersi recare al lavoro nelle campagne di buon ora, ma tuttavia dopo aver potuto partecipare alla celebrazione della messa e al percorso di preparazione per la festa

Il dodici dicembre, nel tardo pomeriggio, si svolge la processione delle Sante reliquie - alcune delle quali custodite in splendidi reliquari in raffinatissimo argento cesellato del '700 - che parte dalla chiesa di Sant'Antonio Abate e, percorrendo la via Roma, arriva fino alla chiesa Madre. Alla processione partecipa tutto il clero cittadino, le autorità e le rappresentanze di tutto l'associazionismo cattolico e laico Belpassese.


 

I Carri di Santa Lucia
 

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La sera del 12 dicembre è è la notte dell'immancabile appuntamento con i carri di Santa Lucia allestiti dai quartieri, veri e propri "teatri" montati su di un rimorchio, dove sofisticati marchingegni meccanici entrano in funzione facendo comparire immagini, colori, luci e personaggi, attraverso i quali viene lanciato un messaggio di devozione e di attualità incentrato sulla vita della martire Lucia. E' una notte magica, perchè nonostante Il freddo avvolga impietoso i volti della gente, nessuno ha voglia di allontanare lo sguardo da quelle scene colorate, da quegli ingranaggi precisi, dalle musiche e dai commenti che si susseguono velocemente man mano che il "carro" esegue le sue "spaccate" (si chiama così l'apertura sequenziale di ciascuna scena pittorica). Fede e tradizione, spettacolo e cultura locale si intrecciano per dar vita, come accade ogni anno, ad una delle manifestazioni più sentite e cariche di passione per Belpasso e per i belpassesi che, nei vari quartieri che partecipano alla serata, lavorano intensamente mesi prima per approntare i carri in onore di Santa Lucia.










 

Nel cuore della festa

Il 13 dicembre è il giorno della festa. La mattina viene svelato il simulacro della Santa che, dopo la trionfale uscita dalla chiesa e gli inarrestabili fuochi d'artificio, viene risposto sull'argenteo fercolo e portato in giro per le vie del Paese.  Il 14 dicembre la festa continua. Di mattina il Pontificale in Chiesa, officiato dall'Arcivescovo di Catania. Nel pomeriggio il simulacro della Santa viene portato ancora in giro lungo le strade del quartiere matrice e al suo rientro in Chiesa, si può assistere alla tradizionale "corsa"; i fedeli che tirano i cordoni del fercolo percorrono, infatti, correndo e conferendo dunque al fercolo una certa velocità, il tratto di via Roma che va dai 4 canti di piazza Umberto alla XIII traversa. Dopo il fuoco di chiusura il simulacro viene riposto, tra le grida di implorazione e devozione dei fedeli, nella "cameretta" allocata nella navata di destra della chiesa collegiata.

 

Il patrocinio ad agosto

Belpasso, 6 Agosto 1943: è l'ultima significativa data della storia civile di questo paese.Durante la seconda guerra mondiale. quel giorno poteva aggiungersi ad altre, tristi, vicende. Notizie di morte e di distruzione giungevano dai paesi vicini. Belpasso era un paese deserto, tutti erano sfollati nelle campagne adiacenti. Solo il parroco ed il podestà erano rimasti in paese. Ed ecco l'avvenimento: il carro armato "tigre" posto dai tedeschi in paese, alla 4ª Traversa, per iniziare la battaglia, si inceppa, non va ne avanti ne indietro, non spara: cosi gli inglesi possono entrare a Belpasso evitando scontri a fuoco. In questo fatto i nostri padri hanno visto un segno: la protezione della santa Patrona sulla sua città. Per questo ogni anno, la prima domenica di Agosto, la comunità civile e religiosa si riunisce per fare "memoria" dell'evento.

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The feast in honour of the patron saint, on the 12th and 13th of December, is one of the most important events for the local population, who not only wait for the suggestive procession of the relics and the simulacrum on the silver carriage, the work of Sicilian goldsmiths of the 18th century (on the 13), but also and above all the opening of the carriages and the “cantate” (songs) the evening of the day before. The carriages are big mechanical constructions, which contain elaborate scenes, made after weeks of intense work by several artisans who represent each district of the village. The artisans are led by a “mastro” who is the designer of the carriage, deciding its theme. The carriages are presented closed, one by one, in Piazza Duomo, and they are slowly opened (“la Spaccata”), disclosing the scene in an exultation of lights, paintings and living characters in a spectacular crescendo waiting for the last carriage, the “Apotheosis of Saint Lucy”, while ancient songs accompany the event. The first event of the year is Carnival. Its origins are connected to the theatrical local shows, i.e. the “mascarata”, a typical expression of spontaneous and popular recitation. Today, Carnival is dressed in more intense colours with parades of masquerade groups, lights and special effects, inside specially prepared tents.

Subsequently there is the Easter celebration. The popular religiousness of the locals enjoys, in this period, highly suggestive moments: music and songs - among which we remember the “Stabat” by the local Michelangelo Virgillito - echo among the historical streets, while characteristic Sepulchres are prepared in the churches, and the statues and the Cloths of the Crucifixion are exhibited. Among the exposed works of art, the wooden dying Crucifix of the 16th century, preserved in the MotherChurch, has a particular artistic relief.