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Autorizzazione modifica e collaudo impianti distribuzione carburante

 

Premesso che in Sicilia vige ancora oggi, la Legge 97 del 1982 e, che in forza dello Statuto Speciale ei Autonomia, la potestà primaria ed esclusiva, in materia di distribuzione dei carburanti, è del Parlamento e del Governo Regionale Siciliano, il settore petrolifero isolano sconta ritardi ormai decennali.
Mentre in quasi tutta Italia le Concessioni amministrative per l'esercizio dei punti vendita sono state abolite a favore della piena liberalizzazione di questo settore, a partire dal primo luglio 2000, chiunque può installare e gestire un punto vendita carburanti solo nel rispetto delle norme urbanistiche, igieniche e amministrative. In Sicilia così non è, ed il regime concessorio consente solo ad alcuni soggetti tale facoltà.
Il regime concessorio vigente oggi in Sicilia blocca l'entrata di nuovi soggetti nella distribuzione dei carburanti.
Il blocco del rilascio di nuovi Decreti di Concessione consente alle Compagnie Petrolifere, ai Retisti privati, e a chi può dimostrare di essere in possesso delle attrezzature a corredo di un vecchio decreto, di ottenerne la voltura o il trasferimento in altra posizione, a fronte della chiusura di almeno due impianti.
Il permanere della Concessione così come è articolata, se nel 1982 aveva ragion d'essere, dal 1998 implica varie diseconomie, sulla rete distributiva la cui conseguenza prima è un prezzo al pubblico dei carburanti, depositato dalle Aziende petrolifere al Ministero Industria e articolato per aree geografiche, di 5- 10 lire litro in più rispetto al resto d'Italia.
La mancanza di indirizzo politico dei temi energetici, raffinazione, estrazione, stoccaggio, non riesce scremare il prezzo a favore degli utenti siciliani.
Altra ripercussione della Concessione è la voltura dei Decreti da una titolarità all'altra che innesca favoritismi e nepotismi a scapito dei Gestori che non vedono riconosciuta la loro professionalità.
Ricordiamo che anche in Sicilia vigono i regolamenti Antitrust, quelli Europei, nonché quelli relativi all'imposizione fiscale (accisa ex imposta di fabbricazione) e quelli derivanti dal Codice Civile sui contratti di comodato e i rapporti tra le parti.
Conseguentemente il comparto distributivo isolano ha bisogno degli aggiornamenti e degli adeguamenti così come si è fatto per il Commercio con la Legge 28/99 e per gli Idrocarburi.
È indubbio che la Sicilia sta scontando, con le prerogative esclusive datele dallo Statuto di Autonomia, gravi ritardi rispetto alle leggi nazionali già in vigore oltre lo stretto, ed in particolare con:
- Il Decreto Legislativo 32/98 per la parte petrolifera e per la liberalizzazione dell'attività di vendita dei carburanti;
- legge 496/99 per l'ampliamento delle attività non oil;
- Legge 57/ 2001 Legge di Tutela dei Mercati art. 19;
- le Linee Guida Nazionali concordate nella Conferenza Stato-Regioni;
- il recepimento delle competenze in ambito regionale delle Concessioni Autostradali;
- il rispetto Accordi nazionali Interprofessionali
Per quanto detto è necessario dare nuovi contenuti e nuove regole per il rilascio dei Decreti di Concessione, lasciando sempre la competenza primaria in capo all'Assessorato Industria, e attraverso uno Sportello Unico Regionale e la Conferenza di Servizio rilasciare tutti i permessi necessari, coinvolgendo tutti gli Enti interessati: Assessorato Industria, Anas, Comune, Sovrintendenza, Ufficio Tecnico di Finanza, Vigili del Fuoco, Rappresentanti Sindacali di Categoria ( Faib/Aisa-Confesercenti Figisc/Anisa-Confcommercio, Fegica-Cisl) e delle Aziende Petrolifere.
Alcuni disegni di legge della passata legislatura, dell'On.
Leanza e dell'On. Oddo, frutto del lavoro svolto di concerto anche con le aziende petrolifere, si sommano a quello dei giorni scorsi all'On Marina Noè, assessore all'industria della Regione Sicilia.
Gli obiettivi prioritari che il Ddl si prefigge sono indirizzati verso una diversa e migliore valorizzazione del gestore, attraverso alcune previsioni normative.
Questo in sintesi i capisaldi delle nostre richieste:

1) Cessione a terzi delle concessioni
Diritto di prelazione del Gestore a divenire titolare del Decreto regionale di Concessione, a parità di condizioni con altri attori del comparto, nell'ipotesi di cessione del decreto stesso.
Abbiamo ribadito questa nostra richiesta in questo momento che altre voci danno per certo ulteriori cessioni di decreti a privati, i quali, attraverso gestioni dirette e società di servizio, di fatto, esautorano il Gestore e accentrano le figure di Concessionario e Gestore, diminuendo la pluralità di Soggetti presenti sul mercato e impedendo la libera concorrenza.

2) Elenco speciale presso le CCIAA per i titolari di licenza U.T.F.
Il continuo susseguirsi di leggi per la tutela ambientale (Ronchi) Recupero Vapori, conduzione serbatoi interrati, tutela delle acque prima 27/86 e ora 152/99, di sicurezza (626/94), di prevenzione incendi ( D.M. 10 marzo 1998), danno al Gestore dell'impianto carburanti una professionalità specifica per l'espletamento dell'attività e pertanto riteniamo necessario una qualificazione e un riconoscimento professionale.
Ciò può consentire il ricollocamento del Gestore in caso di dismissione dell'impianto.

3) Fondo indennizzi
Incremento del Fondo indennizzi, già presente presso il Ministero Industria, con un prelievo sul contributo previsto per il rinnovo annuale per il mantenimento delle Concessioni.

4) Censimento degli impianti
Riteniamo necessario un Censimento degli Impianti esistenti, dei Decreti in sospensiva, delle Autorizzazioni per impianti Marini, Avio e ad Uso Privato.

5) Recepimento normative nazionali
Si prevede il silenzio/assenso dell'emanazione di norme nazionali salvo diverso recepimento da parte regionale. Noi riteniamo che questi possono essere i punti qualificanti di una nuova Legge organica di settore.