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Autorizzazione produzione materiali insalubri

 

Autorizzazione attivazione industrie insalubri

 
Campo di applicazione
Il Testo Unico delle leggi sanitarie (R.D. 1265/34), all’art. 216 recita: “ Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono in un elenco diviso in due classi:

la prima classe comprende quelle che devono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni;
la seconda quelle che esigono speciali cautele per l’incolumità del vicinato ”.
Il Testo Unico, quindi, prevede che il Ministero della Sanità elabori e tenga aggiornato un elenco delle lavorazioni insalubri e che i Comuni controllino i nuovi insediamenti e predispongano gli accorgimenti e le cautele necessarie per il rispetto della legge.
Il Decreto del Ministero della Sanità 132/94 introduce la nuova e più recente classificazione di cui all’art. 216 del T.U.LL.SS. Le classi sono definite in base alle sostanze chimiche (produzione, impiego e deposito) ai prodotti e materiali impiegati (produzione, lavorazione, formulazione e altri trattamenti), oltre che al tipo attività industriali.
Il soggetto interessato, 15 giorni prima dell’inizio dell’attività, deve comunicare al Comune se l’attività rientra nell’elenco delle industrie insalubri e relazionare sulle cautele adottate al fine di tutelare la salute pubblica. Il Comune, sentito il parere dell’ASL competente, conferma o modifica la classificazione di industria insalubre, notificando il risultato all’interessato.
È di competenza del Sindaco, sentita preventivamente l’ASL competente, vietare l’attività o assoggettarla a particolari cautele nell’interesse della salute pubblica.


Il soggetto destinatario è il responsabile di un insediamento classificato come “industria insalubre” deve comunicare al Comune le azioni cautelative adottate al fine di tutelare la salute pubblica.

 

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Enti titolari
ASL - Azienda Sanitaria Locale (parere eventuale)
Ministero della Sanità (elabora e aggiorna l’elenco delle industrie insalubri)


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Documenti da presentare
Il modello di domanda in carta legale va compilato in 2 copie:

una per il Comune
una per il richiedente.
Ogni copia va datata e firmata in calce.

 

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Modalità e tempi
Almeno quindici giorni prima dell’inizio dell’attività il soggetto interessato presenta al Comune territorialmente competente la comunicazione di inizio attività corredata da idonea documentazione atta a descrivere con esattezza il ciclo di lavorazione, l’ubicazione dell’impianto e le sostanze processate, detenute o rilasciate nell’ambiente (stralcio di P.R.G., schema di impianto, descrizione dei cicli di lavorazione, scarichi idrici ed emissioni in atmosfera).


Il Comune esamina la comunicazione e richiede il parere della ASL competente.


Il Comune, entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione, notifica all’interessato il decreto di classificazione dell’attività nell’ambito dell’elenco di cui al D.M. Sanità 132/94, eventualmente imponendo modifiche all’attività ovvero assoggettandola a idonee misure atte a tutelare la salute pubblica. Sono fatti salvi gli obblighi derivanti dalla natura dei rifiuti di lavorazione e le autorizzazioni e nullaosta necessari in relazione agli scarichi idrici, alle emissioni in atmosfera ed agli eventuali rischi di incidenti rilevanti.


La domanda di nulla osta per l’esercizio, completa della documentazione da allegare vale ad ottemperare l’obbligo di notifica di cui all’art. 48 del D.P.R. 303/56 e la comunicazione di cui all’art. 216 del T.U.LL.SS. approvato con R.D. 27/7/1934, n. 1265.

 

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Norme nazionali
R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, Testo Unico delle leggi sanitarie (T.U.LL.SS.);
D.M.. 5 settembre 1994, n. 132, Elenco delle industrie insalubri di cui all’art.216 del Testo Unico delle leggi sanitarie;